Stromboli Erutta "i Video amatoriali dei turisti in fuga"


A Stromboli,  morto un

escursionista, un ferito. 

70 turisti lasciano l'isola





C'è un morto a Stromboli per l'eruzione del vulcano che ha sorpreso a metà del pomeriggio di ieri l'isola affollata di turisti. Si chiamava Massimo Imbesi, abitava a Milazzo ed è morto mentre un suo amico, originario del Brasile, se l'è cavata. I due stavano facendo un'escursione nella zona sommitale del vulcano senza l'ausilio di guide. Il corpo è già stato recuperato. Ad uccidere l'escursionista sarebbe stata la fitta pioggia di lapilli seguita alle esplosioni che ha causato anche vari incendi nella frazione di Ginostra. Intanto cresce il numero di turisti che hanno deciso di lasciare Stromboli nonostante non ci sia un ordine di evacuazione. 



Dopo le esplosioni molti turisti si sono buttati in mare e altri sono barricati in casa. La protezione civile ha fatto sapere che non è necessario evacuare l'isola. I traghetti e tutte le imbarcazioni sono rientrate in porto. «Non c'è pericolo per onde anomale o tsunami ma in via precauzionale sono state fatte sgomberare anche le spiagge dell'isola di Salina e si raccomanda di non accedervi», ha avvertito il sindaco Domenico Arabia.


Ci sono state varie esplosioni con fuoriuscita di materiale piroclastico e hanno preso fuoco sterpaglie sui costoni del vulcano. La serie di violente esplosioni è stata registrata dall'Ingv di Catania. Due trabocchi di lava scendono dalla Sciara del fuoco. La caduta di lapilli ha causato incendi nella zona dei canneti, nella frazione di Ginostra. Dei turisti per paura si sono lanciati in mare.
I vigili del fuoco hanno mandato sull'isola squadre da Lipari per spegnere i vari incendi di sterpaglie che si sono sviluppati e che, si è appreso, non hanno coinvolto abitazioni.


TURISTI IN FUGA

Circa settanta persone che si trovavano a Ginostra hanno deciso di lasciare l'isola perché hanno paura di trascorrervi la notte. Ma la decisione di partire o rimanere lì è a loro discrezione. Non è stato al momento avviato alcun piano di evacuazione. «Nessun allarmismo - dice il sindaco di Lipari Marco Giorgianni - solo fumo per il grosso incendio, la situazione è sotto controllo, stanno arrivando i canadair per spegnere il fuoco alimentato dal vento».

La guardia costiera è pronta ad evacuare chi volesse lasciare Stromboli anche se, è stato sottolineato, non c'è nessun motivo per evacuare l'isola. «C'è stata tanta paura tra chi era nelle zone più alte. Noi abbiamo già organizzato, per quello di nostra competenza, il meccanismo dei soccorsi con dei pompieri inviati con la guardia costiera e un elicottero da Lamezia Terme», spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Messina, Giuseppe Biffarella, sulla situazione a Stromboli.

L'INGV

Le due esplosioni che alle 16:46 hanno scosso lo Stromboli «sono tra le più forti mai registrate da quando è attivo il sistema di monitoraggio del vulcano, cioè dal 1985», ha detto il direttore dell'Osservatorio Etneo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Eugenio Privitera. Simili attività definite 'parossistiche' erano state registrate nel 2003 e 2007: «Sono fenomeni abbastanza rari, perché lo Stromboli è caratterizzato da un'attività continua ma a bassa energia».

L'Osservatorio ha confermato che le reti di monitoraggio dell'Ingv hanno registrato alle ore 17,16 ora italiana (le 15,16 Utc), una esplosione di forte intensità dalla terrazza craterica dello Stromboli. «A partire dalle ore 14,46 e 10 secondi Utc si è verificato un parossisma che ha interessato l'area centro-meridionale della terrazza craterica dove si aprono le bocche dello Stromboli, a circa 800 metri di quota sul mare, ha spiegato all'Adnkronos il vulcanologo dell'Ingv-Osservatorio Etneo, Marco Neri.

Nel corso della forte esplosione sullo Stromboli, dall'Osservatorio Etneo dell'Ingv sono stati distinti due eventi esplosivi principali rispettivamente alle 14:46:10 e alle 14:46:40 Utc. «La sequenza è stata preceduta alle 14:44: Utc da trabocchi lavici da tutte le bocche attive della terrazza craterica». «Ciò significa che si tratta di esplosioni più energetiche delle altre registrate di minore intensità», spiega Marco Neri. 


«Abbiamo osservato in campo una colonna eruttiva che si è innalzata per almeno 2 chilometri di altezza al di sopra della area sommitale del vulcano Stromboli disperdendosi poi in direzione sud-ovest». «I blocchi incandescenti di magma, che prima si frammentano e poi ricadono al suolo, ovvero i prodotti generati dal parossisma, sono ricaduti lungo i fianchi del vulcano Stromboli» prevalentemente «nella Sciara del Fuoco, una sorta di valle che si apre sul fianco settentrionale, Nord occidentale, del vulcano Stromboli». Il fenomeno, spiega ancora Neri, «è anche visibile sul tracciato sismico che mostra, oltre alle due esplosioni maggiori, circa 20 eventi esplosivi minori». «Dopo la fase parossistica -aggiunge ancora il vulcanologo- il segnale del tremore è ora in diminuzione».

LE VOCI DEI TESTIMONI
Tanta paura nelle voci dei molti turisti che raccontano di una vera e propria «pioggia di lapilli»: «C'è stata una potente esplosione. Abbiamo sentito un boato, poi si è alzata una colonna di fumo e lapilli incendiari su Ginostra e fiamme sui costoni del vulcano». Dice all'Ansa Gianluca Giuffrè, giornalista e proprietario di un bazar a Ginostra: «C'è stata una violentissima esplosione seguita da una pioggia di lapilli incandescenti e materiale lavico. Tutte le persone che si trovavano al villaggio, circa un centinaio tra turisti e residenti, si sono barricate in casa e si sono lanciate in mare. La situazione è critica anche se al momento non ci risultano feriti».

E ancora: «C'è stata tanta paura, qui la psicosi di uno tsunami come nel 2002 è ancora molto forte». Secondo quanto riferito, i traghetti sono rientrati nel porto e i turisti sono stati fatti risalire sulle barche per lasciare la coste. Elicotteri perlustrano la zona ed il sole è coperto dal fumo.​ «Vediamo una colonna di fumo nero dal vulcano, abbiamo sentito un boato molto forte, metà dell'isola di Stromboli non si vede», racconta un testimone oculare da Lipari.






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