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A PERUGIA IN CENTRO STORICO

Citazione di Rino Gaetano

Escluso il cane non rimane che gente assurda con le loro facili soluzioni nei loro occhi c’รจ un cannone e un elisir di riflessione. (Escluso il cane, 1977)

๐Ÿ’ธ4️⃣LA STORIA DELLE 100.000 LIRE ITALIANE: CIAORINOCLUB TI RACCONTA LA LIRA

Dal Regno d'Italia agli ultimi giorni delle lire della Repubblica, una esposizione di oltre 20 banconote orginali  e di monete che vanno dai 5 cent del 1876 e le 100 lire capranesi alla 100.000 caravaggio. 
IL VIDEO DI PRESENTAZIONE DI

Un'iniziativa aperta al pubblico volta non solo a ricordare e osservare la valuta dell'epoca , ma anche e soprattutto finalizzata alla ricerca delle reali dinamiche economico-sociali che hanno portato la Lira a una svalutazione secolare e costante nel tempo.


 L'iniziativa รจ promossa  dall'Associazione interculturale "CiaoRino!" in partenrship con il GRUPPO LOCALE DI ACTIONAID PERUGIA feat : A'VVOLO - BILLACCIO.COM - ILPOPOLODITALIA.ORG - STREAMIN.TIPS


 

TRA LE BANCONOTE ESPOSTE

 "VALUTA ORIGINALE DELL'EPOCA"

LA FAMIGERATA MILLE LIRE BARBETTI
 ALTRESI' CONOSCIUTA COME  "GRANDE M"


Ciao Rino Club :Ti Racconta La Lira

esposizione di sette giorni delle maggiori banconote italiane


CiaoRinoClub aderisce alla Manifestazione Antifascista di Todi

DiecimilaLire Regine del Mare, quelle delle Banda degli Onesti

PerugiaBlueSky 2021 - La Locandina

con il team di AVVOLO ci esercitiamo in prove di VOLO tra le LIRE 

La MilleLire Montessori con un messaggio Green



CiaoRino Club antiFa-antiMaFiA-AntiMassoneriA

le case farmaceutiche hanno da imparare

il massimo poeta umbro "Lollo Pauselli"
Perugia Cento anni fa, le cartoline del Ciao Rino club : collezionale tutte!

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piccoli aperitivi ad'hoc con prelibatezze regionali e internazionali su richiesta

Le monete dal Regno d'Italia alla Repubblica


Il Presidente ANTONIO BARBUTO alias CIENFUEGOS ringrazia tutti anche te!

 




 La banconota da 100.000 lire รจ stata uno dei tagli di cartamoneta circolante in Italia prima dell'introduzione dell'euro.

16/22 CiaoRinoClub

Perugia



Prima serie: Manzoni

La contestuale emissione di biglietti da 50 000 e 100 000 lire venne decisa per la prima volta dal governo di Aldo Moro e dal ministro del Tesoro Emilio Colombo. Nel 1967 il valore di 100 000 lire era decisamente elevato, equivalente ad uno stipendio e mezzo di un operaio. Secondo gli indici di rivalutazione odierni, il valore di questa banconota corrispondeva ad un controvalore di circa 1 000 euro.

La prima banconota da 100 000 lire in assoluto fu quella dedicata allo scrittore Alessandro Manzoni. Secondo i collezionisti si tratta di una delle piรน belle e riuscite banconote della storia della cartamoneta italiana (prima emissione 1967; ultima emissione 1979). Anche questa, cosรฌ come molte altre banconote repubblicane, fu disegnata da Trento Cionini. Il retro mostra il panorama di Lecco sito in "quel ramo del Lago di Como" che fa da ambientazione ai Promessi sposi.


Seconda serie: Botticelli

Nel corso degli anni Settanta la crisi petrolifera e la liberalizzazione del mercato internazionale dei cambi colpirono pesantemente la lira, che perse oltre la metร  del suo valore. Fu cosรฌ che il governo di Giulio Andreotti e del ministro del Tesoro Gaetano Stammati si trovarono nella necessitร  di emettere nuovi pezzi da 50 000 e 100 000 lire, dato che i vecchi erano ormai insufficienti come quantitativo e ampiamente contraffatti.

La nuova versione del biglietto raffigurรฒ una delle Grazie tratta dal celebre dipinto della Primavera di Sandro Botticelli. Il verso mostra elementi architettonici non meglio identificabili (prima emissione 1978; ultima emissione 1982).

Terza serie: Caravaggio primo tipo

Il fenomeno inflazionistico non diminuรฌ, ma anzi si esacerbรฒ nei primi anni Ottanta, raggiungendo un tasso del 20%. La somma di 100 000 lire del 1983 equivaleva in potere d'acquisto a quella di 15 000 lire del 1967. Il governo di Bettino Craxi e del ministro del Tesoro Giovanni Goria decise quindi di rinnovare tutte le banconote circolanti nel paese.

Sulle nuove banconote da 100 000, di color marrone-grigio e datate 1983, era raffigurato il pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio. Sul recto della banconota era raffigurato, appunto, il volto del pittore secentesco e la sua opera Buona ventura; sul verso, il noto dipinto Canestra di frutta.

Nel frattempo, comunque, la svalutazione non accennรฒ a rallentare: nel 1990 le banconote da 50 000 e 100 000 lire arrivarono ad un valore d'acquisto pari a quelle da 5 000 e 10 000 lire nel 1967.


Quarta serie: Caravaggio secondo tipo

Come per quelle da 50 000 lire, esigenze di lotta alla contraffazione spinsero il Governatore della Banca d'Italia a proporre un nuovo modello per le banconote da 100 000 lire (prima emissione 1994).

La differenza fra i due tipi รจ nella colorazione, in alcuni dettagli dello sfondo e nella filigranatura, che รจ doppia nel nuovo modello. La banconota uscรฌ dalla circolazione il 28 febbraio 2002.

 Stampato nelle officine di Via dei Serpenti, a Roma, il biglietto da 1000 lire Barbetti, chiamato anche “Grande M”, creato da Rinaldo Barbetti e stampato su carta prodotta a Fabriano con lastre incise da Ernesto Ballarini si ispira, nei decori delle cornici, alle grottesche di Pompei.

1000 lire Barbetti, chiamato anche “Grande M”

Ci sono luoghi del pensiero in cui spesso un collezionista o un cultore monetario veleggia con sospirata nostalgia, attingendo allo scrigno dei ricordi e all’ardore dell’immaginazione per interpretare, con spirito nuovo, tempi e luoghi ormai lontani, da cui trae origine la sua storia. In Italia, dove la sensibilitร  artistica e la vena poetica hanno acquisito uno statuto particolare, questa forma del pensiero assume una conformazione precisa: un itinerarium mentis, che dalla severitร  barocca di Barbetti approda alla postmodernitร  policromatica di Capranesi, evolvendo verso sentieri tecnologici sempre piรน attuali e affascinanti.

a Perugia dal 16 giugno al 22 giugno 2021

Stiamo parlando del biglietto piรน conosciuto e nominato nella storia della cartamoneta italiana, un topos del pensiero e dell’azione: il simbolo della cartamoneta per antonomasia incarnato per secoli dal biglietto da Mille Lire. Questo “personaggio”, dal carisma magnetico, ha assunto fattezze e colori diversi nel corso della sua lunga storia. Compie il suo esordio a Torino, nel 1746 come cartamoneta di Stato con rendita annuale, per poi prendersi una “pausa tecnica” di circa un quarto di secolo. Infatti, a causa della Rivoluzione Francese nonchรฉ dell’invasione napoleonica, i “biglietti delle Regie Finanze” di Torino subirono una forte perdita del potere di acquisto e cessarono il loro corso con la loro ultima emissione del primo settembre 1799.Il taglio da Mille Lire riappare sotto forma di biglietto di banca (recte banconota), a Firenze nel 1817, con funzione e struttura diversa. Ma siamo ancora agli esordi estetici del taglio e prima che esso potesse assumere la locuzione retorica di “lenzuolo”, esso ha avuto modo di profondersi nelle piรน svariate interpretazioni cromatiche e soggettive. Straordinaria sarร  la scultura visiva del Mille Lire della Banca di Genova, nemmeno giunta a emissione; ambiziosa quella del Mille Lire della Banca dello Stato Pontificio, di una raritร  eccelsa. 

Mille Lire della Banca Nazionale nel Regno “II tipo”

Una svolta assoluta sarร  poi raggiunta dal Mille Lire della Banca Nazionale nel Regno “II tipo”, con una tessitura cromatica, una fusione di controcampi estetici e una organizzazione della profonditร  prospettica davvero unica, nella storia della cartamoneta.

retro mille lire Barbetti "Grande M"

Una curiositร  da non passare sottotraccia รจ il Mille Lire “giร  Consorziale”, che in termini formali rappresenta un biglietto di Stato, il cui valore facciale, davvero altissimo per l’epoca, non รจ stato piรน replicato, restando confinate le successive emissioni di Stato, con i suoi modesti facciali, al rango di ancilla minor della circolazione bancaria. Ma questa รจ una questione di natura finanziaria su cui, considerato l’argomento, รจ buona pratica indulgere in questo racconto, per riservarlo ad altra piรน opportuna sede.Non potevano passare indifferenti le testimonianze del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, con esemplari di raffinata fattura e con un senso della composizione di particolare pregio estetico. Poi, quasi sommessamente, appare sulla scena il “Barbetti matrice”, su cui si sono consumati fiumi di inchiostro: detrattori e adulatori, collezionisti e banchieri, cultori e antiquari, tutti hanno profanato col volgo idioma il celebre biglietto dell’orafo senese, che avrebbe accompagnato la nostra storia per oltre mezzo secolo. Servito in tutte le salse, dalla “testina” alla “medusa”, dalla matrice alla cornice, dal fondo cenere a un beige anticato, dalla carta pesante della prima emissione a quella sottile del “Grande M Fascio primo tipo”, รจ tutto un turbinio evolutivo… ma il difetto di base permane immutato e va risolto. Infatti, sia per l’incedere troppo ricorrente dei falsari, che lo hanno riprodotto senza troppa difficoltร , sia per il carattere ritenuto troppo “austero” del biglietto, esso viene reietto dal pubblico e ha gran gioco il Capranesi, accademico di San Luca, che fin dal 1930 incanta il mondo con un biglietto di notevole fattura, all’avanguardia nella tecnologia, di peso minore e di piรน evoluta consistenza. L’impronta francese della carta (in fibra di ramiรจ, ad essere precisi) unita a una fattura tutta italiana, realizzeranno un manufatto, conosciuto poi come Mille Lire “Regine del Mare”, talmente affascinate che sarร  poi utilizzato come base per le successive emissioni dell’Africa Orientale Italiana (AOI), con un senso della sperimentazione cromatica davvero avanzato per l’epoca.

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 La banconota da 10 000 lire era uno dei tagli di cartamoneta circolanti in Italia prima dell'introduzione dell'euro.

16/22 giugno 

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Il testo di legge che regolava gli istituti di emissione dell'aprile 1910 limitava al taglio di lire 1000 la possibilitร  di emettere banconote.

Poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale, con un decreto ministeriale del 3 agosto 1945, la Banca d'Italia fu autorizzata all'emissione provvisoria di titoli al portatore che permettessero di far fronte alle esigenze. La Banca d'Italia emise quindi dei "titoli provvisori" da 5 000 e 10 000 lire che erano equivalenti come potere liberatorio ai biglietti a corso legale. Nel titolo provvisorio da 10 000 lire sono riprodotte "con procedimento numismatico" due teste muliebri rivolte entrambe verso il centro, raffiguranti quella a sinistra un profilo di Cerere e quella destra il profilo dell'Italia. Colore rosso carminio. Dimensioni: 205 mm× 60 mm (cornice rettangolare compresi i margini). Carta: bianca filigranata. Officina: Officina della Banca d'Italia. N. pezzi autorizzati: 7 450 000. Normativa: D.M. 3 agosto 1945; D.M. 17 novembre 1947. Solo con la legge 1273 del 7 ottobre 1948 fu autorizzata l'emissione di banconote di questi tagli.

Prima serie: Dante

La prima apparizione del taglio da 10 000 lire avvenne nel 1948. Il biglietto sarebbe stato emesso fino al 1963.

Sul recto la banconota presenta colorazione d'insieme rosso giallastra. Il disegno รจ composto da una decorazione di stile rinascimento stampata in tipografia e dal gruppo allegorico Genova e Venezia, in colore bruno rossiccio, stampato in calcografia. Sui lati perpendicolari, al di fuori della riquadratura del biglietto, รจ impresso un fregio eseguito a "guilloche" indicante il valore 10 000 in cifre fantasia, stampato in colore giallastro. In filigrana compaiono, nei due medaglioni risparmiati dalla stampa, i busti di Michelangelo e di Galileo Galilei.

Sul verso, nella parte centrale, entro un medaglione, รจ impressa in rosso carminio la riproduzione in calcografia di una testa raffigurante il profilo di Dante.

Il bozzetto รจ di Giovanni Capranesi. Incisione di Andrea Bianchi. Dimensioni: 246 mm × 125 mm (compresi i margini); 231,5 mm × 111 mm (la parte cromatica. Carta: bianca di impasto ad alte caratteristiche, filigranata. Caratteristiche tecniche: stampate in tipografia e calcografia. Officina: Officina della Banca d'Italia. N. pezzi autorizzati: 495 000 000 Normativa: D.M. 7 maggio 1948

Seconda serie: Michelangelo

In seguito, ebbe grande fortuna e longevitร  la celebre banconota rosa raffigurante Michelangelo (prima emissione 1962; ultima emissione 1977). Sul recto in filigrana compare, nell'ovale di sinistra, il busto del Davide di Michelangelo, nell'ovale di destra il busto di Michelangelo. Sul verso รจ rappresentata una veduta di piazza del Campidoglio a Roma. Il bozzetto รจ di Florenzo Masino Bessi. Incisione: Mario Baiardi Dimensioni: circa 158 mm × 78 mm (compresi i margini bianchi); circa 146 mm × 65,5 mm (la parte cromatica) Carta: filigranata bianca di impasto ad alte caratteristiche Caratteristiche tecniche: stampato in calcografia e offset-secca Officina: Officina della Banca d'Italia N. pezzi autorizzati: 1 519 200 000 Normativa: D.M. 12 aprile 1962

Terza serie: ritratto di uomo di Andrea del Castagno

Sul recto, o fronte, รจ rappresentato un busto maschile riproducente il Ritratto di un uomo a mezzo busto del pittore rinascimentale Andrea del Castagno, originale conservato nel National Gallery di Washington, il leone alato di San Marco, simbolo di Venezia, sovrastante gli stemmi di Genova, Pisa e Amalfi. A destra, in filigrana a punto fisso, รจ raffigurato lo stesso busto.

Sul verso, o retro, sono rappresentati degli elementi architetturali: le pietre bugnate a diamante e parte dell'entrata della Chiesa del Gesรน Nuovo di Napoli.

  • Le dimensioni della banconota sono: circa 133 mm × 70 mm
  • Il bozzetto รจ di Giovanni Pino, incisione di Trento Cionini
  • La carta รจ filigranata, lievemente colorata, di impasto speciale, ad alte caratteristiche, contenente fibrille luminescenti e un filo di sicurezza svolgentesi in senso verticale.
  • Caratteristiche tecniche: stampato in calcografia e in letter-set
  • Officina: Officina della Banca d'Italia
  • Numero pezzi autorizzati: 1 170 400 000
  • Normativa: decreto ministeriale del 25 agosto 1976
Quarta serie: Volta

Le banconote della quarta serie rappresentano sul recto a destra, il "Ritratto di Alessandro Volta", da un'incisione di Giovita Garavaglia conservata a Roma presso il Gabinetto Nazionale delle Stampe, oltre alla riproduzione del modello della pila, custodita, assieme ad altri cimeli, nel Tempio Voltiano di Como. La filigrana, a punto fisso, รจ costituita da tre elementi: nella parte sinistra del biglietto compare la stessa testa di Alessandro Volta; nella zona immediatamente sottostante รจ riportato, in filigrana a linea chiara, il monogramma "BI" compreso tra motivi ornamentali; a destra sono riprodotti, con effetto chiaroscuro, elementi geometrici adiacenti l'uno all'altro, di forma rettangolare, con il lato maggiore disposto in direzione verticale. Sul verso รจ rappresentata una veduta Tempio Voltiano di Como, edificio di stile neoclassico, eretto nel 1927 in occasione delle celebrazioni per il centenario della morte di Volta, dove sono conservati cimeli e altre testimonianze sullo scienziato.

Il bozzetto fu di Giovanni Pino, l'incisione di Alberto Canfarini e Franco Zannotti. La banconota aveva dimensioni di 133 mm × 70 mm; la carta era filigranata, lievemente colorata, di impasto speciale ad alte caratteristiche, contenente fibrille luminescenti e un filo di sicurezza svolgentesi in senso verticale. Il biglietto era stampato in calcografia e offset secco e umido dall'Officina della Banca d'Italia. Ne vennero autorizzati: 3 200 000 000 pezzi (D.M. 3 settembre 1984).


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Sanremo non significa niente e non a caso ho partecipato con Gianna che non significa niente.

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Citazione di Rino Gaetano

Mi dicono alla radio: “Statti calmo, statti buono non esser scalmanato, stai tranquillo e fatti uomo”… ma io con la mia guerra voglio andare ancora avanti e, costi quel che costi, la vincerรฒ non ci son santi. (da E io ci sto)

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