13 apr 2019

Il TRATTATO di VERSAILLES


Il trattato di Versailles, anche detto patto di Versailles, è uno dei trattati di pace che pose ufficialmente fine alla prima guerra mondiale. Fu stipulato nell'ambito della Conferenza di pace di Parigi del 1919 e firmato da 44 Stati il 28 giugno 1919 a Versailles, in Francia, nella Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles. È suddiviso in 16 parti e composto da 440 articoli. GermaniaAustria ed Ungheria non parteciparono alla "conferenza", ma si limitarono a firmare il trattato finale il 28 giugno, dopo le minacce, da parte dei vincitori, di una ripresa della guerra se non lo avessero fatto.
Gli Stati Uniti d'America non ratificarono mai il trattato. Le elezioni del 1918 avevano visto la vittoria del Partito Repubblicano, che prese il controllo del Senato e bloccò due volte la ratifica (la seconda volta il 19 marzo 1920), alcuni favorivano l'isolazionismo e avversavano la Società delle Nazioni, altri lamentavano l'eccessivo ammontare delle riparazioni. Come risultato, gli USA non si unirono mai alla Società delle Nazioni e in seguito negoziarono una pace separata con la Germania: il trattato di Berlino del 1921, che confermò il pagamento delle riparazioni e altre disposizioni del trattato di Versailles ma escluse esplicitamente tutti gli articoli correlati alla Società delle Nazioni.

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RIASSUNTO 



Contenuto

Il trattato era articolato in diverse sezioni relative a diversi argomenti, alcuni dei quali sono: il ripristino dei confini territoriali della Germania e dei paesi limitrofi, lo smantellamento dell'impero coloniale tedesco, le riparazioni di guerra e le restrizioni al riarmo da imporre alla Germania, i termini di rilascio dei prigionieri di guerra e la nascita della futura Società delle Nazioni. Il trattato stabiliva inoltre la creazione di una commissione che doveva determinare l'entità delle riparazioni che dovevano essere pagate dalla Germania. Nel 1922, con la Conferenza di Genova, questa cifra fu ufficialmente stabilita in 132 miliardi di marchi oro, cifra il cui pagamento comportò una serie di problemi economici che sono spesso citati come una delle cause che contribuirono alla fine della Repubblica di Weimar, all'ascesa del nazionalsocialismo e allo scoppio della seconda guerra mondiale.


Trasferimenti territoriali

Tra le disposizioni previste dal trattato di Versailles rientravano la revisione dei confini territoriali tedeschi e la perdita di sovranità sui territori coloniali da parte della Germania.


Nuovi confini della Germania

La lista di ex province tedesche che cambiarono appartenenza comprende:

Smembramento dell'impero coloniale tedesco

L'articolo 119 del trattato imponeva alla Germania di rinunciare a qualsiasi diritto di sovranità sui territori all'esterno dei confini nazionali.


Africa
La Germania dovette cedere:

Asia
La Germania dovette cedere il controllo della Nuova Guinea Tedesca e Samoa Tedesche.
Il trattato stabilì inoltre la cancellazione dei trattati di leasing stipulati tra Germania e Cina alla fine del 1800 relativi alle concessioni di Tianjin e Hankou, che passarono di nuovo sotto l'amministrazione del governo cinese. La Germania rinunciava anche ai privilegi e ai diritti derivanti dagli accordi siglati con la Cina a Pechino del 1901. Diverso fu il caso della concessione tedesca della baia di Jiaozhou(胶州S, Kiautschou nel tedesco di allora) sulla costa meridionale della penisola dello Shandong. Gli articoli 156-157-158 del trattato di Versailles trasferirono al Giappone tutti i diritti tedeschi sulla concessione, che era stata acquisita nel 1898 per un periodo di 99 anni. Il Giappone restituì alla Cina il controllo di questi territori nel 1922.

Restrizioni militari

Il trattato di Versailles aboliva la coscrizione militare in Germania ponendo al contempo grosse limitazioni alle forze armate tedesche, che non dovevano superare le 100.000 unità.

Riparazioni e indennità di guerra

Quando il trattato di Versailles venne concluso, alla Germania fu imposto il pagamento agli stati dell'Intesa di una indennità di guerra per una cifra fuori dalle possibilità di qualsiasi nazione. La cifra abnorme fu stabilita nel 1921 per 6.600.000.000 di sterline (132 miliardi di marchi oro). Inoltre si chiedeva che la Germania cedesse tutte le colonie, accettasse per sé tutta la colpa per la guerra, riducesse le dimensioni delle sue forze armate (sei navi da guerra, 100.000 soldati e nessuna aviazione) e cedesse territori a favore di altri Stati, tra cui Belgio, Francia, Danimarca e Polonia.
Per la Germania particolarmente pesanti sul piano morale risultarono gli articoli 227, nel quale l'ex imperatore Guglielmo II veniva messo in stato d'accusa di fronte a un venturo Tribunale Internazionale "per offesa suprema alla morale internazionale" e l'art. 231, in cui "la Germania riconosce che lei e i suoi alleati sono responsabili, per averli causati, di tutti i danni subiti dai Governi Alleati e associati e dai loro cittadini a seguito della guerra, che a loro è stata imposta dall'aggressione della Germania e dei suoi alleati". Quest'ultima clausola (la Germania come unica responsabile del conflitto) viene ancor oggi dibattuta dagli studiosi in seguito all'importante contributo dello storico tedesco Fritz Fischer del 1961.
Era chiaro l'esito del trattato ancor prima che si potesse realizzare. La Francia voleva vendetta, il Regno Unito voleva una Germania relativamente forte economicamente per controbilanciare il predominio continentale della Francia, gli Stati Uniti invece volevano la creazione di una pace permanente il più in fretta possibile, così come la distruzione dei vecchi imperi, mentre l'Italia era desiderosa di poter ampliare i propri possedimenti coloniali e completare l'opera risorgimentale con l'annessione di terre appartenenti all'Impero austro-ungarico. Il risultato fu un compromesso che non lasciò nessuno soddisfatto.
Gli osservatori più acuti, come l'economista britannico John Maynard Keynes, criticarono duramente il trattato: non prevedeva alcun piano di ripresa economica e l'atteggiamento punitivo e le sanzioni contro la Germania avrebbero provocato nuovi conflitti e instabilità, invece di garantire una pace duratura. Keynes espresse questa visione nel suo saggio The Economic Consequences of the Peace (Le conseguenze economiche della pace).

Il saldo dei debiti di guerra

In data 3 ottobre 2010, in occasione del ventesimo anniversario della riunificazione tedesca, la Germania ha annunciato di aver estinto, tramite il versamento di un'ultima rata da settanta milioni di euro, i debiti di guerra imposti dal Trattato di Versailles del 28 giugno 1919. Il 9 luglio 1932 durante la Conferenza di Losanna il debito era stato alla fine ridotto da 132.000.000.000 di marchi a soli 3.000.000.000, per altro mai pagati dal Terzo Reich. Una cifra che, imposta nel 1919, sarebbe stata ben più plausibile da saldare.

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