4 set 2019

"BREXIT O NON BREXIT", QUESTI SONO GLI INGLESI!

A precipizio verso la Brexit, deal o no deal, senza l'impaccio del Parlamento. Boris Johnsoninnesca la bomba del conflitto costituzionale in Gran Bretagna, strappando alla regina il via libera alla sospensione dei lavori di Westminster per 5 settimane, a partire dal 9 settembre, in modo da ridurre ai minimi termini gli spazi residui a disposizione dei deputati ostili a un divorzio hard per frenare la corsa del governo di Sua Maestà verso un'uscita dall'Ue costi quel costi alla scadenza tassativa della proroga del 31 ottobre. 



CERTE COSE IN 

3 GENNAIO 1925 - CAMERA DEI DEPUTATI

IN QUESTO "NOI ITALIANI" SIAMO 
AVANTI DI CENTO ANNI 
SUGLI INGLESI"



"Tutti gli impegni devono essere onorati dal Regno Unito, anche in uno scenario di Brexit senza accordo". Anche perché, "pagare i conti è fondamentale per impostare "le relazioni future". Così la portavoce della Commissione europea Mina Andreeva risponde ai giornalisti, dopo le affermazioni di Boris Johnson.

Boris Johnson chiude il parlamento per blindare la Brexit



La proroga della sospensione delle Camere consentirà al primo ministro di trattare con l'Unione europea senza condizioni, senza escludere il 'no deal'. La procedura, definita una "minaccia alla democrazia" dall'opposizione alla Brexit, è prevista dalle leggi britanniche ed è una prerogativa della Regina. Proteste in tutto il Paese: manifestazioni organizzate in 10 città, mentre una petizione sul sito del Parlamento britannico ha superato le 500mila firme




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